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Morte accidentale di un anarchico?
E’ dagli inizi degli anni ’70 che intorno agli anarchici e al Movimento Anarchico Italiano, si sono prefabbricate e costruite varie strategie politiche e determinate vicende, che fanno dell’Italia la nazione dei misteri, dei depistaggi e delle verità secretate negli Archivi di Stato del Ministero degli Interni.
Lo testimoniano, non a caso, le vicende Italiane ancora irrisolte, nonostante si sappia tutto, dai mandanti a coloro che coprivano e finanziavano gli esecutori delle varie stragi (Piazza Fontana – Brescia – Italicus – Bologna) e drammatici accadimenti ed accanimenti verso persone, Valpreda, Pinelli e Giovanni Marini negli anni ’70, così come le decine di militanti del Movimento Anarchico dei giorni nostri, da sempre accompagnate da vicende a dir poco Kafkiane, dove si evidenzia il senso della vendetta persecutoria che accompagna la vita e l’esistenza umana/esistenziale, solo perché anarchici.
La triste vicenda di Franco Mastrogiovanni la cui morte, per i modi e per come si è determinata, ci fa ricordare la morte del compagno ferroviere Pinelli, molto ben rappresentata da Dario Fo nello spettacolo “Morte accidentale di un Anarchico”, che diede un grande contributo alla campagna di controinformazione alla nota ufficiale della Questura di Milano, che disegnava Pinelli come un esagitato, che di sua sponte saltò dalla finestra della questura milanese, che riuscì a fare uscire la verità: Pinelli fu ucciso poiché scaraventato volutamente dalla finestra.
Infatti non solo si smantellò una delle tante forme di depistaggio, caratteristiche di quegli anni da parte del Ministero degli Interni e Servizi Segreti degli Stati Uniti, ma fece luce su uno dei tantissimi avvenimenti drammatici della strategia della tensione, di chiara matrice Golpista e Fascista, ben diretta e gestita dai Servizi Segreti degli Stati Uniti d’America, Israeliani, Greci e Spagnoli, che,all’epoca, erano in piena dittatura.
Sarà pura fatalità, sarà un’ordinanza Sindacale con un rispolvero di teorie Lombrosiane e del periodo del Ventennio Fascista , dove nei manicomi si muravano ed eliminavano gli oppositori al regime, perché solo sedicenti anarchici, che esseri umani poco conformi alle regole?
Rimane un dato di fatto, che la vicenda umana di Mastrogiovanni è stata sempre accompagnata da strane ed ambigue vicende, poiché lo stesso aveva più volte affermato ad amici della Federazione Anarchica Italiana, che si sentiva “perennemente perseguitato dalla Compagnia dei Carabinieri di Vallo della Lucania”. La sua morte, allo stato, rappresenta la concretizzazione dei suoi fantasmi, quasi come in una gara di atletica, in uno sprint finale di una staffetta, partita nella tragica estate del 1972, in cui i suoi persecutori si passano il testimone, cioè Mastrogiovanni, terminata nell’agosto del 2009.
Compagni e Compagne di Salerno
17/8/09, laboratorio*diana
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